Lo chef Alessandro Garzillo invita a... Conversazioni con
  • Carine Cooreman
  • Carmelo Occhipinti
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    24 Maggio - Il borgomastro di Furnes
    ... Narra la storia di un borghese fiammingo che è riuscito nella sua ascesa sociale, partendo dal nulla, si dà da fare e crea una manifattura di sigari, dando lavoro a molti abitanti di Furnes. Assicura la posizione sociale della sua famiglia, acquistando una casa sfarzosa nel centro del borgo. Ne diventa borgomastro. Alle prese con la rivoluzione industriale, il paese passa da un’economia agricola ad una modernizzazione strisciante, in cui è difficile conservare il pensiero della difesa del bene comune, pensiero a cui il primo cittadino sembra indifferente. Il borgomastro ammirato e temuto si identifica con un suo illustre predecessore, domina la città con prepotenza ed arroganza e decide per tutti da Padre-Padrone, ”Baas” in fiammingo, come lo soprannominano. In questo ordine in cui tutto sembra controllato ed in equilibrio, si verifica una crepa imprevista. Una sera, quell’uomo rifiuta di ascoltare la domanda di aiuto di un giovane che gli si rivolge come figlio, fa il sordo .Questo giovane si suicida la notte stessa. Da allora, poco a poco, l’immagine del baas si lacera venendo a galla l’impotenza e la fragilità di quest’uomo, che si comporta da persona qualunque. Osserviamo la sua solitudine, i sensi di colpa, l’incapacità a sostenere un rapporto non solo coi i paesani ma con la moglie, la figlia gravemente ammalata che tratta da oggetto di cura, l’inserviente-amante. Osservando il suo fallimento, alla fine Simenon balena per un momento la possibilità di un’altra esistenza libera e soddisfacente senza sapere se quest’uomo coglierà questo pensiero.