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    Georges Simenon

    Simenon, nato nel 1903, inizia a 16 anni la sua carriera di giornalista presso la Gazette di Liegi. Le sue prime pubblicazioni letterarie sono finzioni dette di letteratura popolare che lo aiutano a mantenersi. A partire dal 1930-31, la sua opera prende una veste nuova, l’Autore decide di diventare scrittore. In questi anni, egli inaugura la sua serie di romanzi polizieschi creando il personaggio di Maigret. Parallelamente, scrive romanzi neri, di natura psicologica, che chiamerà “veri”.
    Simenon costruisce la sua opera attorno alla rappresentazione del piccolo borghese occidentale e tradizionalista, del XX secolo. I personaggi sono piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, contadini ed in alcuni casi liberi professionisti. Ama introdurre dei forestieri i cui usi, costumi, modi di pensare, riversa sui comportamenti dei suoi protagonisti, chiusi nella loro provincia o città, assediati dallo sguardo imperativo ed inquisitorio degli Altri. In questo universo di gente “per bene”, sottomessi, sorgono screzi e conflitti irrisolti. Questi vengono nascosti per evitare il giudizio degli Altri ed il proprio giudizio. Descrive il silenzio della rimozione che si istaura nel percorso di vita, i segreti di famiglia ben custoditi, gli scandali di società, presto soffocati per permettere di conservare un clima apparentemente sereno.
    Certi personaggi di Simenon tentano di scappare dall’inferno, dai sensi di colpa e dall’odio. Ecco il passaggio all’atto come l’omicidio o altre forme di violenza. In altri casi, alcuni personaggi hanno una doppia vita e di nascosto frequentano “mondi paralleli di devianza” come li chiama l’autore. Simenon ha letto i principali testi di Sigmund Freud, che in un articolo del 1903, considera la creazione letteraria come un’altra via per conoscere l’inconscio. Si basa sul serbatoio dei ricordi dell’infanzia e della pubertà per impiantare i suoi personaggi. La sua analisi gli avrà permesso di approfondire la questione dell’imputabilità del soggetto ed il nesso pratico con la sua libertà di pensiero e di moto.
    Una questione irrisolta per Simenon sarà quella del suo rapporto insoddisfacente con la madre e con le donne, cioè la questione del rischio di amare l’Altro.